26 Settembre 2022
Luna al-Shebel: la Siria ha sostenuto la Russia.

Damasco, SANA- Il consigliere speciale alla Presidenza della Repubblica, Luna al-Shebel, ha affermato che la Siria ha sostenuto il diritto e il dovere della Russia di difendere se stessa e la sua terra, i suoi cittadini, i suoi confini e la sua sicurezza nazionale in conformità con il diritto internazionale e la Carta delle Nazioni Unite di fronte alle minacce della NATO e dei neonazisti in Ucraina.

Domenica, al-Shebel, in un’intervista alla BBC Arabic, ha affermato che la Carta delle Nazioni Unite, secondo l’articolo 51, consente agli Stati, in caso di minaccia o aggressione, di difendersi, e qui non importa l’interpretazione che i Paesi occidentali vogliono dare di questo articolo.

Ella ha sottolineato che la posizione della Siria è salda e basata sul principio di sostenere il diritto dei popoli a difendersi e che prende sempre le sue decisioni con calma e non sotto forma di reazioni, il che significa che la sua posizione si basa su interessi, principi e questioni comuni tra gli Stati siriano e russo.

Ha osservato che la Russia non solo è stata minacciata, ma ha anche presentato documenti che confermano che l’Ucraina avrebbe lanciato l’aggressione contro di essa se non avesse preso l’iniziativa di difendersi.

Riguardo alla mobilitazione di volontari in Siria per andare in Ucraina, al-Shebel ha dichiarato: “In effetti, molti siriani hanno espresso il desiderio di offrirsi volontari e di combattere al fianco della Russia nella sua operazione militare… ma dalla nostra conoscenza dello sviluppo delle condizioni sul campo e delle operazioni militari in Russia, non è necessaria la presenza di volontari”.

Ella ha aggiunto: “Al momento, d’altra parte, la Russia non ha formalmente richiesto volontari siriani allo Stato siriano, e quindi lo Stato siriano non può intraprendere alcuna azione ufficiale finché non ci sono richieste dalla Russia in tal senso”.

Sull’impatto delle sanzioni e delle pressioni occidentali sulla Russia e della crisi ucraina sulla Siria, al-Shebel ha affermato che il budget annuale siriano è conforme alle risorse e alla produzione della Siria e non dipende affatto dal governo russo o dalle sue risorse. Per quanto riguarda la crisi, ora tutti i Paesi del mondo ne saranno colpiti.

Al-Shebel ha osservato che, imponendo sanzioni alla Russia, l’Occidente sta assediando se stesso. I Paesi occidentali hanno privato la Russia di cosmetici e marchi di moda, mentre la Russia può privare l’Occidente di energia, minerali e materiali di base. Inoltre la superficie della Russia è quattro volte più vasta dei Paesi che la stanno assediando, e quindi i costi dei voli occidentali aumenteranno.

Al-Shebel ha affermato che il mondo non è solo l’Occidente, e noi in Siria siamo stati assediati prima che fossero imposte sanzioni alla Russia, e siamo in grado di garantire i bisogni fondamentali dei cittadini attraverso modi difficili, e quindi l’Occidente non può controllare tutto.

Per quanto riguarda gli attacchi israeliani alla Siria e la risposta russa, al-Shebel ha affermato che l’uso di armi tra due paesi è correlato all’accordo esistente tra di loro e non a capricci personali, richieste o alzando la voce.

Ella ha proseguito dicendo: “L’accordo firmato tra la parte siriana e quella russa è relativo all’aiuto alla Siria nella lotta al terrorismo e al colpire i gruppi terroristici, e non è prevista la protezione dei confini. Non c’è parte che possa combattere una guerra al posto della Siria, ma dal punto di vista politico, poiché la questione non è solo militare, la Russia non ha risparmiato sforzi e non ha smesso di comunicare con Israele, questa entità usurpatrice, occupante e bugiarda”.

Ella ha aggiunto che la Siria ha il diritto di rispondere agli attacchi israeliani, e questo diritto è inalienabile, e risponderà secondo le circostanze che ritiene appropriate nel momento e nel luogo appropriati.

Da undici anni, la Siria combatte una guerra contro organizzazioni terroristiche supportate logisticamente, militarmente e politicamente da “Israele”, e i terroristi vi tornavano per ricevere cure e addestramento, e ritornavano in Siria per praticare il terrorismo, e quindi abbiamo combattuto in un modo o nell’altro “Israele” attraverso questi strumenti.

Al-Shebel ha aggiunto che quando la Siria ha iniziato a sconfiggere il terrorismo e a liberare le regioni da esso, e questi terroristi non potevano più svolgere il loro compito come avrebbero dovuto, “Israele” è stato costretto a entrare e lanciare attacchi diretti.

Ella ha sottolineato che la liberazione della maggior parte delle terre siriane è avvenuta grazie agli sforzi dell’Esercito arabo siriano e delle forze di supporto e con il sostegno dell’alleato russo.

Ella ha aggiunto che la presenza di gruppi mercenari e milizie separatiste nel nord-est della Siria è dovuta all’occupazione statunitense in quanto questi sono i suoi strumenti. Dall’altra parte, c’è un’altra occupazione, quella turca, che ha invaso queste zone prima che la Russia fosse coinvolta nella sua ultima operazione militare. Da notare che i piani americani sono noti in Siria, dove questi mercenari eseguono i loro ordini.

La comunicazione della Siria con molti Paesi arabi non è stata interrotta negli ultimi undici anni. La visita del presidente Bashar al-Assad negli Emirati Arabi Uniti è avvenuta in questo contesto, ed è avvenuta dopo la visita del ministro degli Esteri degli Emirati a Damasco, ha affermato al-Shebel.

Al-Shebel ha detto che c’è chi voleva che la Siria fosse isolata nei media, ma la verità non era questa, e le relazioni bilaterali tra i Paesi arabi non passano necessariamente attraverso la Lega Araba. Per quanto riguarda la questione del ritorno della Siria nella Lega Araba, questa è una decisione della Lega Araba stessa e non seguiamo il corso di ciò che sta accadendo.

In risposta a una domanda sulle relazioni con l’Iran, al-Shebel ha chiarito che Siria e Iran sono alleati, e quando l’alleato è in una buona situazione, tu sei in una buona situazione e viceversa.

Per quanto riguarda il lavoro del Comitato per la discussione della costituzione, al-Shebel ha affermato che, per arrivare a proposte costruttive, i partecipanti al dialogo devono essere siriani e non solo per identità, poiché la delegazione nazionale è arrivata da Damasco, ma da dove provengono le altre delegazioni e chi le ha nominate?


Fonte: http://www.sana.sy/en/?p=268432


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