7 Ottobre 2022
Discorso di Khamenei Giornata di Gerusalemme 2022.

Quello che segue è il testo integrale del discorso pronunciato il 29 aprile 2022 dall’Imam Khamenei, il leader della Rivoluzione islamica, in occasione della Giornata di Gerusalemme. Nella prima parte del suo discorso, l’Imam Khamenei ha espresso la propria gratitudine alla nazione iraniana per la sua partecipazione alla Giornata di Gerusalemme (questa parte è stata pronunciata in persiano). Nella seconda parte, che costituisce la parte principale del suo discorso, il leader della Rivoluzione islamica si è rivolto direttamente ai palestinesi pronunciando il suo discorso in arabo.

Nel Nome di Dio, il Misericordioso, il Benevolo

Ogni lode appartiene a Dio, Signore dei mondi, pace e saluti siano sul nostro Maestro, Muhammad, e sulla sua pura Famiglia, specialmente il Rimanente di Dio [Baqiyyatullah – Imam del Tempo (NdT)] sulla terra.

Un saluto alla grande nazione iraniana che oggi ha creato un’epopea nel senso letterale della parola. Saluti al nostro defunto Imam magnanimo che è stato l’architetto di questa fausta istituzione per l’eternità. Da quel che so e da quello a cui ho assistito oggi, la presenza della gente in tutto il Paese ha costituito un’affluenza epica nel vero senso della parola. È stato magnifico. Le persone sono entrate nell’arena del tutto motivate. Questo immenso movimento del popolo è qualcosa di grande ed è una benedizione. La vostra presenza nell’ambito politico e pubblico della difesa di Gerusalemme è una vera difesa di Gerusalemme. Questa è una vera difesa. Coloro che stanno difendendo Gerusalemme e la Moschea di Al-Aqsa – la prima qibla [direzione per la preghiera] dei musulmani – con i loro corpi e le loro anime saranno incoraggiati dal vostro movimento. Guadagneranno energia e diventeranno più resistenti e, con la grazia di Dio, la causa palestinese e la grande lotta palestinese sono vicine alla loro conclusione finale, che sarà una conclusione benedetta, a Dio piacendo.

Oggi parlerò di alcuni punti in merito a Gerusalemme e alla Palestina con i nostri cari fratelli palestinesi e dirò questa parte in arabo. Ho parlato a lungo di questa questione con la nostra gente molte volte. Oggi desidero rivolgermi ai fratelli palestinesi e all’intero mondo dell’Islam, in particolare ai nostri fratelli arabi.

In nome di Dio, il Benevolo, il Misericordioso

Ogni lode appartiene a Dio, Signore dei mondi, pace e saluti siano sul Maestro di tutta l’umanità e sull’essere umano più degno, il nostro Maestro, Muhammad al-Mustafa, l’ultimo messaggero, sulla sua Progenie immacolata, sui suoi eletti compagni e su coloro che li seguono fino al Giorno del giudizio.

Un saluto a tutti i fratelli e le sorelle musulmani del mondo. Un saluto ai giovani del mondo islamico. Un saluto ai giovani coraggiosi e zelanti della Palestina e a tutto il popolo palestinese.

Ancora una volta è arrivata la Giornata di Gerusalemme. La Giornata di Gerusalemme chiama tutti i musulmani del mondo. La verità è che finché il regime sionista usurpatore e criminale dominerà su Gerusalemme, tutti i giorni dell’anno dovranno essere considerati come la Giornata di Gerusalemme. La sacra Gerusalemme è il cuore della Palestina e l’intero paese occupato della Palestina, dal fiume al mare, è una continuazione di Gerusalemme. La nazione palestinese sta dimostrando ogni giorno che ha resistito e resisterà contro l’oppressore con un coraggio esemplare. I giovani palestinesi hanno agito come uno scudo difensivo per la Palestina con le loro imprese compiute con spirito di sacrificio e sono forieri di un futuro diverso.

Quest’anno stiamo trascorrendo la Giornata di Gerusalemme mentre tutto sta indicando che c’è una nuova equazione nel presente e nel futuro della Palestina. Oggi, una “forza di volontà invincibile” in Palestina e in tutta l’Asia occidentale ha sostituito “l’esercito invincibile” dei sionisti. Oggi quell’esercito criminale è stato costretto a trasformare la sua formazione aggressiva in una difensiva. Nell’arena politica di oggi, il più importante sostenitore di quel regime usurpatore, gli Stati Uniti d’America, ha subito continue sconfitte. È stato sconfitto nella guerra in Afghanistan, sconfitto nella sua politica di massima pressione contro la Repubblica islamica dell’Iran, sconfitto di fronte alle potenze asiatiche, sconfitto nel tentativo di controllare l’economia mondiale e sconfitto nell’amministrazione interna del proprio Paese e nel gestire il fenomeno della profonda spaccatura che si è creata nell’establishment statunitense.

Il regime usurpatore sionista è impantanato in una contorta rete di problemi sia nell’arena politica che militare. L’ex macellaio e criminale, che era al vertice di quel regime, è stato gettato nella pattumiera della storia dopo l’epopea della “Spada di Gerusalemme”. Ogni ora la lama affilata di un’altra epopea attende i suoi attuali successori.

Le attività a Jenin hanno fatto infuriare il regime sionista fino alla follia. Questo mentre 20 anni fa il regime usurpatore uccise 200 persone nel campo profughi di Jenin in risposta alla morte di alcuni sionisti a Nahariya, con lo scopo di concludere per sempre la questione di Jenin.

I sondaggi mostrano che quasi il 70% dei palestinesi nelle terre del 1948 e 1967 e nei campi circostanti incoraggia i leader palestinesi a compiere attacchi al regime sionista. Questo è un fenomeno importante perché indica la completa preparazione dei palestinesi ad affrontare il regime usurpatore e fornisce alle organizzazioni dei mujahid la libertà di intraprendere un’azione militare ogni volta che lo ritengono necessario.

Le mosse jihadiste del popolo palestinese nelle due parti settentrionali e meridionali delle terre del 1948 e, allo stesso tempo, le massicce manifestazioni in Giordania e a Gerusalemme Est, la coraggiosa difesa della Moschea di Al-Aqsa da parte dei giovani palestinesi e le manovre militari a Gaza indicano che tutta la Palestina si è trasformata in un’arena di resistenza. Attualmente, il popolo palestinese è compatto nel continuare questa lotta sulla via di Dio.

Questi incidenti e ciò che è accaduto in Palestina negli ultimi anni sono un sigillo di annullamento su tutti i piani di compromesso con il nemico sionista. Questo perché nessuno schema o piano sulla Palestina è attuabile in assenza della Palestina o contro il consenso dei suoi proprietari, i palestinesi. Ciò significa che tutti gli accordi precedenti come l’Accordo di Oslo, la soluzione araba dei due Stati, l’Accordo del Secolo e i recenti umilianti tentativi di normalizzazione delle relazioni sono nulli.

Anche se il regime sionista è in affanno, continua a commettere crimini e ad uccidere innocenti con le sue armi. Assassina donne, bambini, anziani e giovani disarmati. Li imprigiona e li tortura, distrugge case e demolisce fattorie e proprietà. I bugiardi – in Europa e negli Stati Uniti – che fanno affermazioni stravaganti sui diritti umani e che hanno creato trambusto sulla questione dell’Ucraina rimangono totalmente in silenzio di fronte a tutti questi crimini in Palestina. Non solo non difendono le persone innocenti, ma aiutano anche quel lupo assetato di sangue.

Questa è una lezione importante. Per quanto riguarda le questioni del mondo islamico – al cui vertice sta la questione della Palestina – non possiamo e non dobbiamo fare affidamento su queste potenze razziste e ostili. Solo con la forza che viene dalla resistenza, che ha origine negli insegnamenti del Corano e che scaturisce dalle regole religiose del caro Islam, si possono risolvere le questioni del mondo islamico e la questione della Palestina, che sta ai vertici di tutte le questioni islamiche.

La formazione della Resistenza nell’Asia occidentale è il fenomeno più benedetto verificatosi in questa regione negli ultimi decenni. È stata la magnificenza della Resistenza che è stata in grado di ripulire i territori occupati del Libano dall’inquinamento dei sionisti, strappare l’Iraq alle grinfie degli Stati Uniti, salvare l’Iraq dalla malvagità dell’ISIS e assistere i difensori siriani di fronte agli schemi statunitensi. La Resistenza combatte il terrorismo internazionale, aiuta il popolo resistente dello Yemen nella guerra che gli è stata imposta, lotta con gli usurpatori sionisti in Palestina e, con la grazia di Dio, li metterà in ginocchio. Essa inoltre mette sempre più in evidenza la questione di Gerusalemme e della Palestina, affinché la gente del mondo possa vederla quotidianamente.

Voi palestinesi, voi giovani che vi sacrificate in Cisgiordania e nelle terre del 1948, voi che lottate per Dio nel campo profughi di Jenin e voi residenti nei campi palestinesi fuori dalla Palestina siete parti importanti, sensibili e pionieri della resistenza. Che le benedizioni siano su di voi. Sappiate che: “In verità Allah difenderà coloro che credono” [sacro Corano, 22:38], “Ma se siete pazienti, sarà certamente meglio per coloro che sono pazienti” [16:126], “Ma se perseverate con pazienza e vi guardate dal male, ciò sarà un fattore determinante in tutte le questioni” [3:186], e “Pace a voi poiché avete perseverato nella pazienza. Ora com’è eccellente l’ultima dimora” [13:24].

La Repubblica islamica dell’Iran sostiene il campo della Resistenza. Essa sostiene la Resistenza palestinese. Lo abbiamo sempre detto, abbiamo sempre agito in base a questo e lo abbiamo rispettato. Condanniamo la mossa insidiosa di normalizzare le relazioni [con il regime sionista]. Condanniamo la politica di normalizzazione delle relazioni. Alcuni governi arabi hanno chiesto agli Stati Uniti di accelerare la faccenda della soluzione della questione palestinese. Se essi intendono che prima che gli Stati Uniti lascino la regione dovrebbero rimuovere ogni ostacolo che si frappone al regime sionista, allora prima di tutto si sono comportati in modo sleale e hanno portato disonore al mondo arabo. In secondo luogo, sono stati ingenui poiché questo è il caso del cieco che guida il cieco.

Al termine delle mie dichiarazioni, invio i miei saluti alle anime dei martiri palestinesi. Mando i miei saluti alle loro famiglie pazienti. Mando i miei saluti ai palestinesi che sono stati fatti prigionieri ma che resistono con ferma determinazione. Stringo le mani ai nostri gruppi palestinesi resistenti che si sono impegnati a svolgere una parte importante di questa grande responsabilità. E invito l’intero mondo dell’Islam, in particolare i giovani, a partecipare a questo campo che porta dignità e onore. E il nostro appello conclusivo è: “Ogni lode appartiene a Dio, il Signore di tutti i mondi”. [Sacro Corano, 10:10]

Seyyed Ali Khamenei

29 aprile 2022


Fonte: https://english.khamenei.ir/news/8960/Everything-is-signaling-a-new-equation-in-Palestine-s-future


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