7 Ottobre 2022
Israele è sull'orlo del collasso.
Il 20 marzo 2022 il primo ministro israeliano Naftali Bennett ha presieduto la riunione settimanale del gabinetto nella Gerusalemme occupata. (Foto di Reuters)

Il primo ministro Naftali Bennett afferma che Israele sta “affrontando una vera prova”, poiché sta vivendo una situazione senza precedenti ed è sull’orlo del collasso.

“La nostra sovranità unificata si è disintegrata due volte in tempi antichi a causa di conflitti interni. La prima disgregazione avvenne 80 anni dopo la sua fondazione, mentre la seconda 77 anni dopo. Ora viviamo nella terza era e ci stiamo avvicinando al traguardo degli 80 anni. Stiamo tutti affrontando una vera prova e ci chiediamo se saremo in grado di preservare Israele”, ha detto Bennett in un messaggio diffuso venerdì sui social network.

Bennet: Israele sta affrontando una vera prova e sta assistendo a una “situazione senza precedenti che sta per collassare”, Netanyahu e l’opposizione stanno diffondendo veleno e caos

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— Rai al-Youm (@raialyoum1) 3 giugno 2022

Egli ha puntato il dito contro il caos, le ripetute elezioni e la continua paralisi delle amministrazioni israeliane negli ultimi anni, aggiungendo che il regime di Tel Aviv ha raggiunto uno dei momenti più difficili del suo declino.

“Pochi giorni fa ci stavamo avviando verso la quinta campagna elettorale che potrebbe dividere la nostra terra. Ho preso la decisione più difficile della mia vita, ossia formare un gabinetto di salvataggio nazionale per salvare Israele dal caos e ripristinarlo. Ho collaborato con persone che avevano punti di vista completamente diversi dal mio”, ha detto.

Sondaggio d’opinione: quasi il 70% dei coloni è preoccupato per il futuro di Israele

Nel frattempo, un recente sondaggio d’opinione ha scoperto che quasi il 70 per cento dei coloni ebrei estremisti che vivono in centinaia di insediamenti illegali in Cisgiordania e nell’Est occupato di Gerusalemme sono preoccupati per il futuro del regime israeliano.

Secondo il sondaggio pubblicato dal quotidiano in lingua ebraica Israel Hayom, almeno il 69% dei coloni è preoccupato e sostiene che il futuro di Israele sembra cupo.

Il sondaggio ha anche mostrato che il 67% dei coloni israeliani è a favore del possesso di armi da fuoco e l’imposizione di multe “al fine di prevenire scontri tra israeliani e palestinesi all’interno dei territori occupati”.

Ha evidenziato che una grande percentuale di palestinesi, circa il 75%, che vive nei territori occupati da Israele dal 1948, crede che i coloni non abbiano il diritto di sovranità su quelle aree.

Il sondaggio d’opinione ha anche mostrato che il 66% dei coloni non si fida delle forze di sicurezza israeliane.

Il mese scorso, un sondaggio tra giovani adulti israeliani ha rilevato che quasi la metà della popolazione nei territori occupati non è ottimista sul futuro dell’entità israeliana, mentre più di un terzo delle persone pensa all’emigrazione per trovare lavoro e migliorare la propria vita.

Il quotidiano Israel Hayom ha descritto i risultati come “preoccupanti” e ha scritto che il 33% dei giovani israeliani sta prendendo in considerazione l’emigrazione dalle terre occupate.

Questioni come l’aumento del costo della vita, la situazione della sicurezza e le divisioni sociali sono tra le altre ragioni per cui i giovani adulti israeliani stanno rimuginando sull’abbandono dei territori occupati.

Il sondaggio ha evidenziato che il 40% degli intervistati ha citato l’aumento dei costi per tale eventuale decisione, mentre il 22% degli intervistati l’ha imputata alle scarse condizioni della sicurezza.

Le divisioni sociali sono state descritte come la principale ragione di emigrazione per il 18% degli intervistati.

Molti studiosi e scrittori hanno già indicato la teoria del “collasso dall’interno” per quanto riguarda il futuro di Israele, considerando i tre fattori di crisi economica, precaria situazione della sicurezza e divisioni sociali.

C’è stata un’intensa rabbia pubblica negli ultimi mesi nei territori occupati da Israele per l’aumento dei costi, dopo che il prezzo della benzina e dell’elettricità, così come dei beni di prima necessità, è aumentato.

Secondo l’indice del costo della vita mondiale dell’Economist Intelligence Unit (EIU), la città costiera di Tel Aviv è classificata come la città più cara del mondo.

Tel Aviv è salita al primo posto dal quinto posto dello scorso anno, battendo Parigi e Singapore, che erano a pari merito al secondo posto.


Fonte: https://www.presstv.ir/Detail/2022/06/04/683294/Israel-going-through-unprecedented-situation,-close-to-its-collapse–Bennett


[ israele è sull’orlo del collasso ]

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