7 Ottobre 2022

I presidenti di Russia e Turchia si sono incontrati con la Guida della Rivoluzione islamica il 19 luglio 2022. Gli incontri si sono tenuti in occasione del vertice tripartito noto come Vertice degli Stati garanti del Processo di Astana. In un’intervista dettagliata con il dr. Ali Akbar Velayati, consigliere della Guida della Rivoluzione islamica per gli Affari internazionali, il sito web Khamenei.ir ha esaminato le importanti e diverse questioni discusse e in merito alle quali sono state scambiate opinioni durante i suddetti incontri.

Intervistatore: Per quanto riguarda le recenti visite dei funzionari di Russia e Turchia in Iran e l’organizzazione di un vertice tripartito, vorremmo prima esaminare la logica dietro le relazioni con l’Oriente, la formazione della visione a proposito dell’Oriente e, in generale, le relazioni con i paesi confinanti e soprattutto con la Russia. Qual è la sua opinione in merito a queste relazioni e alleanze con Cina e Russia in contrapposizione con le relazioni con l’Occidente e gli Stati Uniti?

Dr. Velayati: Guardare verso Oriente è una prospettiva di cui hanno parlato sia l’Imam [Khomeini] che la Guida della Rivoluzione. Hanno detto che dovremmo guardare nella direzione dove c’è crescita. Al momento, è chiaro che l’Oriente è emergente in vari campi, l’India in un modo, la Cina in un altro, la Russia in un altro ancora e altri paesi della regione in altri modi. L’Imam Khomeini e la Guida hanno detto che è importante scoprire l’Oriente emergente.

Una volta incontrai il cancelliere tedesco Helmut Kohl, a Bonn. Eravamo seduti uno accanto all’altro, disse: “Il signor Gorbaciov una volta si sedette accanto a me, allo stesso posto dove ora è seduto lei, e mi disse: «Proprio come l’acqua del fiume Reno va e non ritorna, il comunismo non tornerà al Cremlino»”. Il comportamento di Putin e le sue convinzioni, che si riflettono nelle sue azioni, sono un credo nella spiritualità. In passato, i governanti del Cremlino non erano credenti ed erano atei, ma ora, dal presidente all’ultimo grado, la popolazione di quel paese è solitamente o cristiana o musulmana. O vanno in chiesa o vanno in moschea. In Cina, Mao Zedong, il fondatore della Repubblica popolare cinese, era un ardente comunista. Dopo la seconda rivoluzione cinese [cioè la Rivoluzione Culturale], portata avanti dalle Guardie Rosse, egli divenne più estremista. Dopo la morte di Mao, Deng Xiaoping divenne il leader del Partito comunista cinese e iniziò l’attuale trasformazione dell’economia cinese. Ora, l’economia cinese, il modo in cui è governata la società cinese e le loro interazioni con il mondo esterno non sono in stile comunista. Sono un cosiddetto modello cinese evoluto che ha avuto successo. A differenza degli anni ’60 e ’70 del XX secolo, non supportano alcun cosiddetto movimento popolare sotto il nome di maoismo o altri. Piuttosto, insistono sul fatto che non hanno intenzione di interferire negli affari di altri paesi. Non desiderano davvero intervenire, a differenza dell’epoca dei maoisti.

Qualcuno potrebbe dire che è vero che questi paesi non sono marxisti, ma sono paesi forti che possono cercare di imporre la loro opinione sugli affari iraniani. Tuttavia, le persone che lo dicono non stanno prestando attenzione al fatto che l’Iran ora non è il paese dell’era dei Pahlavi o dei Qajar. Piuttosto, questo paese, dall’avvento dell’Islam in poi, non è mai stato così potente, e né l’ex Russia sovietica né la Cina sono i paesi espansionisti violenti a cui pensavamo in passato. L’egemonia è efficace quando una delle parti è debole. Ma l’Iran è un paese forte e potente. Siccome vogliamo avere relazioni con gli altri paesi, e la questione riguarda Cina e Russia, lo stiamo facendo con la massima autorità, e né la Cina né la Russia possono interferire nei nostri affari interni.

Un tempo, il governo Pahlavi era tale che ciò che la gente comprende del sistema politico Pahlavi è che gli inglesi lo portarono al potere. In diversi periodi della storia, gli inglesi stessi hanno riconosciuto tale fatto, ma questo trascende lo scopo della nostra discussione. Ebbene, è chiaro che un tale governo entrerebbe in trattative con le superpotenze da una posizione di debolezza. Ma questo non è il caso della Repubblica islamica dell’Iran. In questi 44 anni abbiamo implementato e dimostrato nel migliore dei modi lo slogan “né Oriente né Occidente”.

Una volta, il Vice ministro degli Affari esteri dell’ex Unione Sovietica mi fece visita al Ministero degli Affari esteri. Gli chiesi: “Perché fornite missili a Saddam e non a noi? Saddam ha lanciato otto razzi in quattro punti intorno al Ministero degli Affari esteri”. Mi rispose: “Smettetela di sostenere i mujahedin afgani e noi vi sosterremo e vi venderemo armi”. Ma non abbiamo deviato dai nostri principi, siamo rimasti saldi ignorando il sostegno dell’Occidente [alla guerra di Saddam con l’Iran] e abbiamo svolto il ruolo fondamentale di aiutare i mujahedin afgani. E alla fine, l’Iran ha giocato un ruolo essenziale nella vittoria dei mujahedin.

Lo stesso Mohammad Reza Pahlavi, nel libro Answer to History (1979) – scritto da lui stesso o da qualcuno a nome suo – disse che: “Sì, purtroppo, gli americani non mi sostennero anche se li avevo serviti molto”. A quel tempo, lo Scià aveva inviato truppe in Congo, a Dhofar e in Vietnam per aiutare gli americani. Disse: “Li avevo serviti così tanto, ma Sullivan non aiutò”. Vedete, il più alto funzionario del paese cercava aiuto dall’ambasciatore di un paese straniero.

In effetti, la presenza e il sostegno del popolo hanno sempre conferito credibilità al sistema politico instaurato dalla Rivoluzione islamica. Un governo sostenuto dal popolo, come quello dell’Iran, può affrontare chiunque, dagli americani ai sovietici, questo è [il motto] “né Oriente né Occidente”, solo la Repubblica islamica. Considerando tutte queste questioni, se un tale sistema politico indipendente cerca di approfondire le relazioni con paesi influenti nel mondo, significa forse che sta accettando il dominio delle superpotenze?

Siamo uno dei pochi paesi al mondo che si oppone apertamente agli Stati Uniti, continua con forza la propria vita politica e stabilisce relazioni e accordi con altri paesi. Allora, cosa c’è di male nell’avere relazioni con paesi come Russia, Cina e India?! Questi paesi possiedono una tecnologia avanzata e molte volte, a differenza dell’Occidente, hanno risposto alle nostre richieste e ci hanno offerto le loro competenze. Che altro dovremmo pretendere da un paese alleato?

Intervistatore: Per quanto riguarda i benefici economici in termini di geopolitica e transito, quali opportunità e capacità ha la Russia che potrebbero tornarci utili?

Dr. Velayati: Questo è uno degli ambiti più importanti della nostra cooperazione regionale con l’Oriente. Diamo un’occhiata più da vicino. Lasci che le mostri un esempio sulla mappa. Se l’India vuole esportare i suoi prodotti nella regione baltica e pagare di meno per il transito, deve attraversare il nostro territorio. Ciò significa che deve utilizzare il porto di Chabahar e le linee di transito che vanno dal sud-est al nord-ovest dell’Iran. In questo modo risparmierebbe almeno il 40% sui costi e il 40% di tempo, rispetto all’accedere alla regione baltica attraverso lo stretto di Bab al-Mandab, il Canale di Suez, Gibilterra e il Mediterraneo.

Lo stesso vale per la Russia. La rotta dal porto di Chabahar e la linea di transito che va dal nord al sud dell’Iran è considerata la rotta di transito migliore e più economica per la Russia. La via di transito della Cina è sulla Via della Seta, che ha un precedente storico. Quindi, se esaminiamo attentamente questa mappa, vedremo che una delle benedizioni donate al nostro paese da Dio è la nostra posizione geopolitica e che ci troviamo sul principale corridoio Oriente-Occidente. Pertanto, disponiamo di buone alternative per trattare con altri paesi. Se guarda la mappa, vedrà che la via più breve per accedere alle repubbliche dell’Asia centrale e all’Afghanistan è attraverso l’accesso dell’Iran al mare libero. Inoltre, la via più breve, per accedere all’estremo Oriente, inclusa la Russia, alle ex repubbliche sovietiche, all’Europa orientale e persino ad alcuni paesi arabi e la Turchia, è attraverso l’Iran e utilizzando le strutture di transito dell’Iran.

Questo vale anche nel campo dei contratti energetici. Al momento, scambiamo gas con il Turkmenistan. Vale a dire, prendiamo gas dal Turkmenistan e lo immettiamo [nella struttura esistente] nel Khorasan. In cambio forniamo la stessa quantità di gas all’Azerbaigian, riducendo così il costo delle esportazioni di gas del Turkmenistan. Sicuramente ne stiamo beneficiando anche noi. Facciamo qualcosa di simile per la Russia e il Kazakistan. Prendiamo petrolio dal Kazakistan e dalla Russia attraverso il Mar Caspio e lo eroghiamo per il nostro consumo interno. Dopodiché, forniamo al Sud la stessa quantità di petrolio ai clienti di questi paesi. Pertanto, si può affermare che la geopolitica dell’Iran costituisce la migliore rotta commerciale nella regione.

Intervistatore: Questo vale anche per altri paesi confinanti o indirettamente vicini come Cina e India.

Dr. Velayati: Sì, durante gli anni delle sanzioni, il nostro miglior cliente è stato la Cina, con la quale in alcuni anni abbiamo scambiato merci per un valore fino a 52 miliardi di dollari. Questo rapporto tra noi e la Cina mostra che negli ultimi anni, dopo la guerra Iran-Iraq, le relazioni economiche e commerciali tra Iran e Cina sono cresciute nonostante l’opposizione degli Stati Uniti e dei loro alleati occidentali. Questa è la migliore risposta a coloro che mettono in dubbio le relazioni tra Iran e Cina. Per essere più chiari, dall’inizio della Rivoluzione e fino ad ora, gli Stati Uniti in questi 44 anni non hanno mostrato il minimo segno di buona volontà nei nostri confronti. E in ambito internazionale, hanno adottato misure più restrittive contro l’Iran e sanzionato ove possibile. Per loro stessa ammissione, spinsero Saddam Hussein ad attaccare l’Iran e lo appoggiarono in questa guerra. Forse avete visto la foto di Rumsfeld, che lavorò come inviato militare in Iraq per gli Stati Uniti al tempo di Reagan, che lo ritrae in un incontro con Saddam. In questo incontro, accettò di fornire grandi quantità di aiuti militari e di intelligence all’Iraq, soprattutto satelliti.

Nel caso del PACG, Obama agì contrariamente alla sua promessa iniziale, inviata all’Iran sotto forma di lettera tramite il Sultano dell’Oman. In questa lettera, sottintendeva che se l’Iran si fosse impegnato solo nell’uso pacifico dell’energia nucleare, gli Stati Uniti avrebbero revocato le sanzioni e non si sarebbero opposti al suo uso pacifico dell’energia nucleare. Infranse la promessa. E Trump fu anche peggio di Obama. Volontariamente e senza alcun motivo logico esercitò maggiori pressioni sull’Iran.

Sfortunatamente, in termini di rispetto delle politiche americane e accettazione incondizionata delle loro imposizioni in politica estera, i paesi europei hanno degradato la loro posizione a un livello tale che non ha precedenti nella storia europea. In una situazione del genere, come possono alcuni ingenuamente dire che dovremmo fare un passo verso l’Occidente?! Quale Occidente?! Lo stesso Occidente che diffonde sempre falsa propaganda contro la Repubblica islamica dell’Iran sotto la pressione degli Stati Uniti e le false insinuazioni dei sionisti itineranti, portando pressioni politiche e non fermandosi davanti a nulla per indebolire la Repubblica islamica? Questo è lo stesso Occidente per il quale in passato alcuni funzionari ingenui ci consigliarono di interrompere la collaborazione con la Cina nel settore del petrolio e del gas per una compagnia petrolifera francese. Questa raccomandazione fu accettata e la delegazione di quella compagnia venne in Iran. Fecero solamente una foto ricordo con i funzionari del Ministero del Petrolio, salutarono e se ne andarono. Che vantaggio ebbe ciò per la Repubblica islamica dell’Iran? Sebbene la maggior parte degli acquisti di petrolio e dei trasferimenti di tecnologia venissero effettuati con la Cina, ciò fu ignorato a causa dell’inesperienza e della fiducia di alcuni funzionari del Ministero del Petrolio del passato.

Un altro esempio è legato alla tecnologia. Subito dopo la vittoria della Rivoluzione, i tedeschi abbandonarono la costruzione del reattore nucleare di Bushehr, che era già stato completato al 50%, sotto la pressione degli Stati Uniti. Il complesso rimase per metà incompiuto per anni fino all’arrivo dei russi che lo completarono. Ho negoziato per molti anni, ma si sono rifiutati di fare anche un piccolo passo a favore dell’Iran in opposizione all’opinione americana. Cioè, durante i 44 anni dopo la Rivoluzione islamica iraniana, gli Stati Uniti e i loro alleati hanno condotto una guerra su vasta scala contro l’Iran.

In molti casi, la Russia ha aiutato l’Iran con tecnologie avanzate. Cosa ci dice la logica? Dovremmo fare un passo verso la parte che è sempre stata ostile a questa nazione, o dovremmo muoverci verso la parte che ha aiutato il più possibile? Certo, devo dire che Cina e Russia non hanno firmato un patto di fratellanza con noi e sicuramente agiscono in base ai propri interessi, ma agiscono in modo più saggio dell’Occidente! Oggi ci sono tre potenze importanti in Asia: Iran, Russia e Cina, che sono indipendenti e si oppongono all’espansionismo degli Stati Uniti e dell’Occidente.

Negli ultimi mesi, Stati Uniti, Australia e Regno Unito hanno avviato delle esercitazioni navali contro la Cina nell’Oceano Indiano. In una contromisura, la Repubblica islamica dell’Iran, la Cina e la Russia hanno immediatamente condotto esercitazioni navali congiunte nell’Oceano Indiano settentrionale. Purtroppo, anche India, Giappone e Emirati Arabi Uniti si sono in seguito uniti a quel primo gruppo. Quel che è certo è che il motivo dell’interesse della Repubblica islamica dell’Iran a collaborare con Cina e Russia è l’interazione delle parti per quanto concerne la cooperazione e il sostegno reciproco. Tutti e tre questi paesi (Iran, Russia e Cina) cooperano tra loro sulla base di questi obiettivi comuni:

1.Contrastare l’espansionismo e l’egemonia degli Stati Uniti e dell’Occidente nei confronti dell’Oriente indipendente.

2.Tutti e tre i paesi sono indipendenti e nessuno di loro è collegato a qualsivoglia potenza straniera e non cerca di compiacerla.

3.Tutti e tre i paesi sono supportati dalle loro nazioni.                 

4.Iran e Cina sono i custodi della cultura e della civiltà orientali, e anche la Russia, che sostiene due parti. Dagli Urali a ovest è europea, e dagli Urali a est è asiatica. Tuttavia, non si oppone allo sviluppo della cultura orientale, poiché in Russia i musulmani costituiscono il secondo gruppo etnico più numeroso dopo gli slavi ortodossi. Inoltre, abbiamo relazioni culturali, commerciali ed economiche di lunga data con entrambi i paesi. Abbiamo avuto lunghe relazioni storiche, culturali e commerciali attraverso la Corasmia, con la Russia attraverso le terre slave e con la Cina occidentale, nello specifico Hotan (Xinjiang) e  Khitan(Tibet), attraverso la Transoxiana. Sa’di disse quanto segue al riguardo: “Nell’anno in cui, grazie alla sua buona volontà, Mohammad Khwarazm Shah aveva fatto pace con la Cina occidentale, vidi un giovane nella moschea di Kashgar che recitava Un’introduzione alla sintassi (Muqaddimat al-Adab) di Zamakhshari, ‘Zayd ha colpito Amru’[1]“.

Russia e Iran condividono i confini nel nord dell’Iran, nel Caucaso, in Asia centrale e nel Mar Caspio. E siamo vicini della Cina a distanza (vale a dire attraverso l’Afghanistan) a est. Tutti e tre i paesi sono i membri principali della Shanghai Cooperation Organization (SCO), un’organizzazione globale in rapida crescita. Se Dio vuole, sarà un’arena per la crescita economica dell’Iran. La nostra adesione, insieme alla Russia, all’Unione doganale eurasiatica è degna di nota e di recente ha portato dei buoni profitti all’Iran. Tra quelli che possiamo citare c’è la rimozione delle tariffe doganali o la loro significativa riduzione, che si tradurrà in importanti esportazioni dall’Iran a questa Unione entro breve tempo. Il Mar Caspio è uno degli elementi più importanti della vita biologica dell’Iran e lo condividiamo con la Russia e altri tre paesi. Di recente, nell’ultima mossa fatta dall’Occidente e guidata dagli Stati Uniti, una risoluzione avrebbe dovuto essere emessa contro di noi [nel Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite], ma è stato posto il veto sia dalla Russia che dalla Cina.

In passato, prima della Rivoluzione islamica, venivano lanciate manovre congiunte per ordine di Stati Uniti e Gran Bretagna senza tener conto degli interessi dell’Iran. Alcuni potrebbero contestare che se non ci sono Stati Uniti e Gran Bretagna, ora ci sono Russia e Cina. Ma questo non è il caso. A quel tempo, la posizione delle manovre e i loro obiettivi erano determinati dagli americani. Si pensi, ad esempio, all’esercitazione navale nell’Oceano Indiano per l’attacco congiunto dell’Iran e dell’Occidente al Dhofar nel sud dell’Oman in cui gli interessi dell’Iran non furono rispettati in alcun modo. Al contrario, nel corso della storia dell’Iran e dell’Oman, questi due paesi si sono sempre sostenuti a vicenda, compreso il sostegno di Nadir Scià al Sultano di Mascate. Una volta che gli abitanti del deserto della regione del Neged avevano occupato Mascate, Nadir Scià vi schierò le sue truppe, riconquistò Mascate e la restituì al Sultano dell’Oman. Ma nel caso di Dhofar accadde l’opposto. Cioè, sotto la guida della Gran Bretagna e il sostegno degli Stati Uniti, le forze iraniane combatterono contro il popolo dell’Oman meridionale per ordine dello Scià [dell’Iran]. 

Ora, se Stati Uniti, Regno Unito e Australia conducono esercitazioni navali contro la Cina nell’Oceano Indiano, mettono in pericolo gli affari marittimi della Repubblica islamica dell’Iran nell’Oceano Indiano, nel Golfo Persico e nel Golfo dell’Oman. L’America, il Regno Unito e l’Australia non provengono da questa regione e cerchiamo di dimostrare loro che un giorno, se desiderassero entrare nelle acque territoriali dell’Iran meridionale e dell’Oceano Indiano contro gli interessi dell’Iran, l’Iran non sarebbe solo e si garantirebbe i propri interessi con l’aiuto di Russia e Cina. Certo, va anche sottolineato che l’Iran è in grado di difendersi da solo, ma il buon senso impone che dobbiamo adottare una strategia preventiva per il futuro insieme ai paesi che condividono i nostri obiettivi.

Inoltre, l’Iran non è l’unico a difendere i propri interessi, perché i movimenti colonialisti del passato, come quello dei portoghesi nel XV secolo, del Regno Unito e dei Paesi Bassi nel XVIII e XIX secolo e degli Stati Uniti nel XX secolo e i primi due decenni del XXI secolo, hanno causato i danni maggiori alla sicurezza dei paesi islamici, soprattutto nell’Asia occidentale. Se Dio vuole, con gli sforzi del popolo iraniano e l’aiuto dei nostri veri amici, difenderemo, secondo le nostre capacità, non solo l’integrità territoriale dell’Iran ma anche il mondo islamico nella misura in cui sarà essenziale e opportuno.

Intervistatore: Che impatto ha il 7° vertice degli Stati garanti del Processo di Astana a Teheran a livello regionale e internazionale?

Dr. Velayati: Organizzare questo vertice con la partecipazione di Iran, Russia e Turchia, dopo il viaggio infruttuoso e inutile di Biden nella regione, è un passo molto importante che mostra come le relazioni tra i tre paesi, Iran, Russia e Turchia, siano genuine e in crescita. La differenza tra questo viaggio (dei presidenti di Russia e Turchia in Iran) e il viaggio di Biden è che il suo viaggio non solo è stato infruttuoso fin dall’inizio, ma presenta anche una differenza fondamentale. I presidenti americani visitano sempre con un seguito e un entourage e si rivolgono ai paesi che visitano da una posizione di potere, arroganza, orgoglio e come se gli fosse dovuto qualcosa.

I presidenti americani e i loro “anziani”, come ad esempio i primi ministri britannici, hanno pretese infinite da alcuni paesi della regione di fornire loro petrolio gratis e di attuare i loro piani in relazione al regime sionista, altrimenti, saranno ammoniti. Essi parlano sempre di strani e improbabili piani come il Trattato di Madrid, gli Accordi di Oslo, il Memorandum di Wye River, gli Accordi di Camp David, il Washington Consensus e, recentemente, la Conferenza di Aqaba. Invece di interrompere il loro sostegno a questo regime ribelle creato dall’Occidente, affinché i musulmani possano svolgere il loro dovere di mettere fine a questo regime, guadagnano tempo con questi piani infantili e fuorvianti. Questa è una sintesi dello scenario dei viaggi americani e delle loro conseguenze. È chiaro fin d’ora che questi viaggi non sortiranno alcun risultato, perché non hanno successo nell’ingannare i paesi. Ma il vertice di Teheran si tiene tra paesi che sono efficaci nel mantenere la sicurezza regionale e guidano una cooperazione importante e lungimirante. In questo Vertice, nessun Paese impartisce ordini a un altro Paese. Piuttosto, tutti e tre i paesi partecipano insieme con dignità e autorità e discutono di questioni regionali, internazionali e bilaterali o multilaterali.

Intervistatore: Nell’incontro con il Presidente della Federazione Russa, la Guida della Rivoluzione ha esplicitamente sottolineato l’indebolimento delle politiche degli Stati Uniti e dell’Occidente nell’Asia occidentale. Quali sono le ragioni della debolezza degli Stati Uniti e dell’Occidente e i segni di ciò, e anche le ragioni del declino del loro potere nella regione, specialmente in Siria, Iraq, Libano e Palestina?

Dr. Velayati: Negli ultimi anni abbiamo assistito costantemente al fallimento delle politiche distruttive americane nella regione. Si trattava di politiche che furono imposte alla regione con il dispendio di una grande quantità di denaro e che non ebbero successo a causa della resistenza dei popoli della regione. Esaminiamone insieme alcuni esempi:

  1. L’America si è ritirata dall’Afghanistan dopo aver occupato quel paese per 20 anni, con il pretesto di rimuovere i talebani e al-Qaida, ma in seguito invece i talebani sono stati reintegrati negli affari esecutivi.
  2. C’è un piano per espellere gli americani dall’Iraq, seguito seriamente dai rappresentanti parlamentari del popolo iracheno in lotta. Dopo l’attacco a Saddam, gli Stati Uniti hanno preso il posto dei crimini di Saddam in Iraq e la loro intenzione era di occupare in pianta stabile questo Paese. Questa è una questione che, a Dio piacendo, sarà risolta con gli sforzi del popolo iracheno che sta combattendo sulla via di Dio.
  3. C’è la sconfitta e la disperazione degli alleati regionali degli Stati Uniti a Gaza e nello Yemen, vale a dire Israele, armato fino ai denti grazie all’aiuto degli Stati Uniti. Per 51 giorni ha attaccato la zona più densamente popolata del mondo ed è stato costretto a ritirarsi a causa della resistenza della popolazione di Gaza. Inoltre, l’ondata di proteste ha raggiunto le terre occupate dopo molto tempo. Oltre a ciò, la coalizione saudita-ebraica-americana nella guerra contro lo Yemen non è ancora stata in grado di avanzare dopo quasi un decennio di spargimenti di sangue e l’invasione di questo paese. Quando gli alleati degli Stati Uniti nella regione si trovano in una situazione problematica come questa, di fatto, hanno fallito le politiche degli Stati Uniti.
  4. Più importante di tutto è il conflitto in Siria, dove l’Occidente e alcuni paesi ignoranti della regione si sono espressi con tutte le loro forze per rovesciare Assad. L’obiettivo era di trasformare la Siria in qualcosa di simile alla Libia, staccare dal novero dell’Asse della resistenza uno dei suoi principali paesi, e infliggere così un duro colpo alla Resistenza. Ma la Resistenza e i sacrifici del governo e del popolo siriani insieme ai sacrifici dei difensori del Sacro Mausoleo [della nobile Zeynab] hanno disturbato i loro dolci sogni e ora stanno cercando un modo per salvarsi.

Intervistatore: L’espulsione degli Stati Uniti dall’est del fiume Eufrate è un’altra questione che è stata sottolineata dalla Guida della Rivoluzione in questo incontro. Qual era il motivo della sua enfasi?

Dr. Velayati: Quando parla della regione a est del fiume Eufrate, la questione è legata a una delle aree più importanti del territorio siriano, perché questa parte della Siria comprende la regione più grande e importante di quel paese, in cui vengono coltivati ​​prodotti agricoli vitali. Si dice che l’80% dei prodotti siriani provenga da lì. La cosa più importante sono i giacimenti petroliferi di questa regione, da cui vengono estratti ed esportati circa 300.000 barili di petrolio al giorno.

Tuttavia, gli americani hanno spudoratamente continuato la loro presenza in queste aree e non solo hanno limitato l’accesso al governo siriano per sfruttare queste aree strategiche, ma stanno anche depredando apertamente le riserve petrolifere siriane ogni giorno. L’enfasi della guida della Rivoluzione è su questo tema ed è da questo punto di vista che dice che l’est dell’Eufrate deve essere liberato in modo da non assistere più al saccheggio e alla distribuzione degli interessi dello stato siriano. Certo, è bene ricordare che la presenza di un nemico all’interno di un Paese è condannata a prescindere dal motivo. Se Dio vuole, vedremo come gli Stati Uniti saranno costretti a lasciare queste aree grazie alla lotta della nazione e del governo siriani.

Intervistatore: La guida della Rivoluzione ha affermato che se i russi non avessero preso l’iniziativa, l’altra parte avrebbe iniziato una guerra di propria iniziativa, e al riguardo ha sottolineato l’egemonia e l’arroganza della NATO. Fondamentalmente, secondo i rapporti e gli sviluppi internazionali odierni, quali sono i segni, le ragioni e le prove della sicurezza e delle politiche dietro questa visione? Quale piano persegue la NATO ampliando la sua sfera di influenza e la portata della sua avidità?

Dr. Velayati: Per esaminare la questione, occorre prima analizzare la questione principale riguardante la crisi dell’Ucraina. Dopo il crollo dell’Unione Sovietica, uno degli accordi tra NATO e Russia era l’accordo sulla non adesione alla NATO da parte dei paesi separati dall’Unione Sovietica e il mantenimento della zona cuscinetto tra Unione Sovietica e NATO. La NATO non lo ha rispettato affatto. Si è arrivati ​​al punto in cui ogni giorno giungevano notizie di uno scontro tra le forze aeree russe e della NATO sul Mar Baltico e in altre aree vicine. Inoltre, gli interventi europei e americani negli affari interni dell’Ucraina hanno portato a numerosi colpi di stato fino a quando non è stato istituito un governo legato all’Occidente. Allo stesso tempo, è stata avanzata la richiesta di adesione dell’Ucraina alla NATO con l’appoggio dell’Unione Europea e degli Stati Uniti. Ciò era in diretto conflitto con gli accordi stabiliti tra Russia e NATO. Ebbene, la Russia ha ripetutamente affermato che la sua linea rossa è la non adiacenza della NATO ai suoi confini. Questa è la stessa preoccupazione che gli Stati Uniti hanno per i propri confini in questo momento, e vediamo che vengono esercitate pressioni sui paesi della regione dei Caraibi.

Naturalmente, le forze della NATO erano pronte per la guerra prima che lo fossero le forze russe. I preparativi e le disposizioni date a suo tempo indicavano che la NATO si era preparata per prima alla guerra e a un attacco alla Crimea, in modo che se il governo russo avesse esitato, avrebbe fatto il primo passo separando la Crimea. Quindi avrebbe completato il puzzle dell’indebolimento della Russia nell’Europa orientale con l’adesione dell’Ucraina alla NATO. Ogni guerra richiede alcuni preparativi e la NATO si era preparata per la guerra prima della Russia. Ma l’iniziativa della Russia in questa faccenda non solo ha fermato i prossimi passi che avrebbero dovuto essere compiuti dalla NATO e dagli Stati Uniti nei confronti della Russia, ma ha anche trasformato l’approvvigionamento energetico per l’Europa e gli Stati Uniti nella loro principale preoccupazione.

Intervistatore: Nell’incontro del Presidente della Turchia con la Guida della Rivoluzione, quest’ultimo ha sottolineato che un attacco militare al nord della Siria sarebbe dannoso per la regione e non realizzerebbe l’azione politica che ci si aspetterebbe dal governo siriano. Potrebbe per favore spiegare questo in dettaglio?

Dr. Velayati: Durante i recenti conflitti in Siria, la posizione della Turchia è stata quella di equipaggiare i terroristi sotto forma di Esercito siriano libero, esercito che non è riuscito a realizzare le aspettative della Turchia e le sue politiche riguardo alla Siria. D’altra parte, la presenza di curdi armati nel nord della Siria è rimasta un pomo della discordia per la Turchia, perché la Turchia ha sempre trattato le forze curde come una forza di opposizione. Per risolvere questo problema, aveva preso in considerazione due soluzioni pratiche per la Siria settentrionale di cui si è parlato in modo specifico nei media turchi. La prima soluzione era di mantenere una presenza militare fino a 30 chilometri nel territorio siriano e creare una zona libera dai curdi nella zona cuscinetto tra Turchia e Siria. La seconda soluzione era di trasferire più di due milioni di curdi in campi profughi per ridurre il pericolo che attaccassero la Turchia.

Quanto alla prima soluzione, qui è in gioco la questione dell’integrità territoriale del Paese siriano, che naturalmente andrebbe incontro alla resistenza e al contrattacco dell’esercito siriano. Questo non solo non estinguerebbe il fuoco della guerra nella regione, ma lo attizzerebbe ancora di più. Per quanto riguarda la seconda soluzione, sono state sollevate le questioni dei diritti umani e della migrazione forzata insieme alla pulizia etnica, che possono essere chiaramente viste nella storia della regione, in particolare del Caucaso, dove ripetuti documenti hanno condannato tali azioni.

Con tutte queste questioni, il modo migliore per gestire questo problema comune, vale a dire la presenza di terroristi nelle regioni settentrionali della Siria, è condurre negoziati tra i paesi della regione nel rispetto della sovranità dello Stato siriano. In questo modo non si farebbe distinzione tra terroristi e la regione si libererebbe dall’esistenza di agenti inaffidabili.

Intervistatore: Come vede la cooperazione tra Iran e Russia a medio e lungo termine considerata la necessità dei due paesi di aumentare la cooperazione?

Dr. Velayati: Come è stato affermato più volte negli obiettivi menzionati dalla Guida della Rivoluzione, e anche Putin, presidente della Russia, lo ha sottolineato, la profondità strategica delle relazioni tra Iran e Russia può essere ampliata al livello delle relazioni strategiche. E la missione di entrambi i paesi è di espandere il livello delle relazioni in questa misura.

Tenete presente che il principio di base delle relazioni tra paesi è il concetto di interessi comuni. Nel caso dell’Iran e della Russia, è possibile indicare un’ampia gamma di interessi comuni. Non solo entrambi i paesi possiedono tecnologia e conoscenza, ma hanno anche buone risorse. Inoltre, entrambi sono stati colpiti dalle crudeli sanzioni dell’Occidente. Ciò fornisce una piattaforma adeguata per la cooperazione congiunta. Si spera che ciò avvenga dando un seguito attraverso la diplomazia in linea con una visione strategica dell’Est.

Nella recente visita di Vladimir Putin al Paese, la questione è stata in qualche misura perseguita firmando accordi di cooperazione in vari campi. Qui farò un esempio per chiarire la questione. Nel sud, l’Iran beneficia di vasti giacimenti di gas che stanno avvalendosi con successo dell’utilizzo delle competenze nazionali. Tuttavia, la Russia ha un’azienda storica tecnologicamente avanzata nei campi del petrolio e del gas, che si chiama Gazprom. La cooperazione con questa società russa può aumentare la conoscenza dell’Iran in questi campi. Questa è una questione che è stata ritardata dopo che gli Stati Uniti si sono ritirati dal PACG e le società occidentali si sono rimangiate le loro promesse.

Intervistatore: Considerando il viaggio di Biden nella regione, in particolare in Arabia Saudita, e confrontando i risultati del suo viaggio con quello di Putin nel nostro Paese, alcuni analisti hanno parlato del calo di fiducia nei confronti degli Stati Uniti, anche tra i suoi alleati di lunga data. Qual è la sua opinione in merito?

Dr. Velayati: Per diversi decenni, la regione è stata un’area per l’attuazione delle politiche scorrette degli Stati Uniti, e i paesi alleati degli Stati Uniti hanno pagato il costo di queste politiche. Nel frattempo, non solo la quota di questi paesi non è stata altro che un fallimento e una spesa dispendiosa, ma in più, il modo in cui i presidenti americani guardano dall’alto ha preso di mira l’orgoglio nazionale di questi paesi al punto che il presidente americano afferma che l’Arabia Saudita non sopravvivrebbe neanche per poche ore senza il loro supporto. Trump ha definito l’Arabia Saudita una “vacca da latte” che deve eseguire continuamente gli ordini degli Stati Uniti attingendo alle tasche della sua gente. Di recente, per risolvere la crisi energetica causata dalla guerra in Ucraina, gli Stati Uniti hanno ordinato un aumento della produzione per ridurre il prezzo globale del petrolio. L’Arabia Saudita non ha avuto altra scelta che accettare.

Se lo si confronta con il recente Vertice degli Stati garanti del Processo di Astana, si vedrà che i tre paesi indipendenti della regione stanno cooperando tra loro sulla base dei loro interessi nazionali al fine di approfondire le relazioni e risolvere i problemi regionali, e se Dio vuole, raggiungeranno questi obiettivi. Questo è di grande importanza. Fortunatamente, centimetro dopo centimetro, i paesi della regione, in particolare i paesi del Golfo Persico, stanno cercando di ridefinire i rapporti con la Repubblica islamica. Si sono resi conto della distruttività della cooperazione con gli Stati Uniti, e questo sarà un punto decisivo nelle relazioni tra i paesi della regione. Perché abbiamo sottolineato più volte il punto che la soluzione dei problemi regionali deve avvenire attraverso la cooperazione tra i paesi della regione senza l’interferenza di potenze straniere.


[1] “Zayd ha colpito Amru” è un esempio riportato nei libri classici di insegnamento della lingua araba.


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Fonte: https://english.khamenei.ir/news/9123/Iran-Russia-and-China-Three-important-independent-powers-opposed

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