7 Ottobre 2022
Lettera storica che Khomeini scrisse a Gorbaciov.

Mikhail Gorbaciov, l’ultimo leader dell’Unione Sovietica, è morto martedì all’età di 91 anni. Noto per aver posto fine alla Guerra Fredda senza spargimenti di sangue, è stato una delle figure politiche più influenti del secolo scorso.

A molti esperti politici, analisti, uomini spirituali e studiosi di religione, il nome di Gorbaciov evoca una lettera storica che il fondatore della Rivoluzione islamica, l’Imam Khomeini, gli scrisse nel gennaio del 1989.

Gorbaciov, rimasto al potere dal 1985 al 1991, fu il pioniere di coraggiose riforme in tutta l’Unione Sovietica che alla fine sfuggirono al controllo e portarono al crollo del sistema dominante dell’epoca.

Mentre era ancora in carica, Gorbaciov negoziò anche uno storico patto sulle armi nucleari con l’allora presidente degli Stati Uniti Ronald Reagan, che in larga misura riuscì ad allentare le tensioni nucleari tra USA e Unione Sovietica.

Il mandato di Gorbaciov fu caratterizzato dalla glasnost e dalla perestrojka. Perestrojka significa ristrutturazione mentre glasnost significa trasparenza e apertura, ed entrambe sono state elementi fondamentali nella sua visione di riforme rivoluzionarie per rivitalizzare il suo paese che aveva adottato il marxismo come propria scuola di pensiero.

In un discorso pronunciato il 25 marzo 1991, l’ex leader sovietico riconobbe le politiche sbagliate delle ex autorità comuniste con una frase: “In passato, siamo stati negligenti in una cosa: la tendenza intrinseca delle persone alla religione”.

Tornando alla lettera che l’Imam Khomeini scrisse a Gorbaciov, che generò ripercussioni in tutto il mondo, essa costituì una mossa senza precedenti. La lettera era un invito aperto a Gorbaciov a rompere le catene delle ideologie create dall’uomo e della cosiddetta scuola di pensiero liberale dell’Occidente.

Fu l’unico messaggio scritto della Guida iraniana indirizzato a un leader straniero. Abbastanza sorprendentemente, l’Imam Khomeini predisse la caduta del comunismo, che all’epoca costituiva il fondamento dell’Unione Sovietica.

“È chiaro a tutti che il comunismo dovrebbe d’ora in poi essere cercato nei musei mondiali di storia politica”, scriveva l’Imam nella lettera, prevedendo ciò che sarebbe accaduto meno di tre anni dopo, quando la bandiera con falce e martello si abbassava per l’ultima volta sul Cremlino.

Nella lettera consegnata al leader sovietico da una delegazione iraniana guidata dall’ayatollah Javadi Amoli, l’Imam cercava di mettere in guardia Gorbaciov dal seguire il percorso distruttivo del capitalismo liberale occidentale.

Gorbaciov ringraziò educatamente la delegazione in visita e si disse onorato di aver ricevuto una lettera personale dalla Guida della Rivoluzione islamica.

L’Imam Khomeini vi approfondiva le virtù dell’Islam ed esortava Gorbaciov a studiare seriamente la religione.

“Lasci che la inviti a studiare seriamente l’Islam, non perché l’Islam e i musulmani potrebbero aver bisogno di lei, ma perché l’Islam ha esaltato i valori universali che possono portare conforto e salvezza a tutte le nazioni e rimuovere i problemi fondamentali dell’umanità”, scriveva l’Imam, attirando la sua attenzione verso le nobili virtù islamiche.

Il fondatore della Rivoluzione islamica chiedeva al leader sovietico di concedere la libertà religiosa ai musulmani nell’Unione Sovietica, dicendo che ciò avrebbe dimostrato che egli non considerava più la religione come l’oppio del popolo.

“In effetti, come può l’Islam essere l’oppio del popolo, la religione che ha reso gli iraniani saldi come una montagna contro le superpotenze?”, diceva la lettera, consigliando a Gorbaciov di aprire gli occhi sul fatto che il mondo occidentale era un “paradiso illusorio” attraente in apparenza.

Nella lettera aperta, l’Imam diceva a Gorbaciov che il percorso del capitalismo liberale non solo sarebbe stato una cattiva alternativa al comunismo, ma avrebbe portato anche alla grave distruzione degli stati indipendenti, allo sfruttamento delle risorse naturali da parte degli stranieri, al drammatico impoverimento della maggioranza e al tremendo arricchimento della minoranza, al degrado culturale ed etico e alla perdita totale della propria sovranità.

“Se Lei spera, in questo frangente, di tagliare il nodo economico gordiano del socialismo e del comunismo facendo appello al centro del capitalismo occidentale, ben lungi dal rimediare a qualsiasi male della sua società, commetterebbe un errore che dovrà essere cancellato da quelli che verranno”, spiegò l’Imam.

“Poiché se il marxismo è arrivato a un punto morto nelle sue politiche sociali ed economiche, sotto questo e altri aspetti, anche il capitalismo si è impantanato, sebbene in una forma diversa”, tenne a precisare.

L’Imam sottolineò inoltre che il marxismo non può soddisfare nessuno dei reali bisogni dell’umanità, poiché è una “ideologia materialistica” e il materialismo non può portare l’umanità fuori dalla crisi causata dalla mancanza di fede nella spiritualità.

Tale mancanza di spiritualità, dal punto di vista del più grande Leader rivoluzionario, era la principale afflizione della società umana in Oriente e similmente in Occidente.

“Il problema principale che deve affrontare il vostro Paese non è quello della proprietà privata, della libertà e dell’economia; il vostro problema è l’assenza di vera fede in Dio”, scriveva l’Imam nella lettera.

La lettera si concludeva con una domanda riflessivo-stimolante per Gorbaciov: “La religione che cerca l’attuazione della giustizia nel mondo e la libertà dell’uomo dalle catene materiali e spirituali, è l’oppio del popolo?”.

La preoccupazione dell’Imam non riguardava solo i paesi islamici, e questa è l’idea centrale del suo pensiero: tutti dovrebbero godere della giustizia e del soddisfacimento dei bisogni e dei diritti in tutto il mondo, indipendentemente dalla religione.

“Solo quella religione è l’oppio del popolo che fa sì che le risorse materiali e spirituali dei paesi islamici e non islamici passino nelle grinfie delle superpotenze e delle potenze minori e che predica che la religione è separata dalla politica”, scrisse l’Imam Khomeini, indicando le tendenze occidentali.

Gorbaciov credeva nel potere delle idee e degli individui ed era veramente rivoluzionario. Egli avrebbe potuto portare a un vero cambio di paradigma non solo nella sua regione ma in tutto il mondo.

Ma c’era un elemento mancante, ossia una visione del mondo appropriata attraverso cui poter soddisfare i veri bisogni dell’umanità e consentire la realizzazione dei valori umani universali.

Questo elemento mancante era la visione del mondo che l’Imam fece emergere attraverso la storica lettera.

Il cambiamento e le rivoluzioni sono associati a un nutrimento intellettuale, un corpo di idee e visioni. L’Imam sottolineò che le persone devono scegliere il nutrimento intellettuale corretto per riuscire a determinare un vero cambiamento.

L’imam Khomeini ha lasciato un’eredità gloriosa per tutti i Gorbaciov là fuori e per tutte le altre persone e leader del mondo liberi.

È una lettera eternamente “viva” indirizzata a tutte le persone benintenzionate e amanti della libertà di tutto il mondo, e continua ad essere rilevante.

Heba Morad

Heba Morad è un’accademica e analista politica con sede a Teheran, attualmente sta conseguendo un dottorato di ricerca in linguistica presso l’Università di Teheran.

(Le opinioni espresse in questo articolo sono proprie dell’autore e non riflettono necessariamente quelle di Press TV)


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Fonte: https://www.presstv.ir/Detail/2022/08/31/688381/Imam-Khomeini-Letter-Mikhail-Gorbachev-1989-Revisiting-Death


[ lettera storica che Khomeini scrisse a Gorbaciov ]

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