7 Ottobre 2022

Tra i presenti c’erano il primo ministro Najib Mikati e il leader di estrema “destra” Samir Geagea, recentemente accusato del massacro di manifestanti disarmati perpetrato lo scorso anno a Beirut.

L'ambasciatore saudita ospita candidati libanesi prima delle elezioni.
Funzionari e leader politici libanesi al banchetto dell’iftar 2022 dell’Ambasciata saudita in Libano, 11 aprile 2022. (Credito fotografico: sconosciuto)

L’ambasciatore saudita ospita funzionari libanesi e candidati, settimane prima delle elezioni

Walid al-Bukhari, l’ambasciatore dell’Arabia Saudita in Libano, l’11 aprile ha ospitato un banchetto per l’iftar (rottura del digiuno N.d.T.) di Ramadan, al quale hanno preso parte una serie di importanti personalità libanesi e internazionali, poche settimane prima che il Libano vada alle elezioni parlamentari.

Tra i funzionari libanesi presenti c’erano il primo ministro libanese Najib Mikati, il ministro dell’Agricoltura Abbas al-Hajj Hassan (in rappresentanza del presidente del Parlamento Nabih Berri), gli ex presidenti Michel Suleiman e Amin Gemayel, gli ex primi ministri Fouad Siniora e Tammam Salam, il capo delle Forze Libanesi (LF) Samir Geagea, il capo del Partito Socialista Progressista Walid Jumblat, il capo del Partito Kataeb Sami Gemayel e il parlamentare Bahia Hariri.

Tra i funzionari stranieri erano presenti gli ambasciatori di Stati Uniti, Francia e Regno Unito, nonché il coordinatore speciale delle Nazioni Unite per il Libano Joanna Wronecka.

Ciò ha segnato la prima apparizione pubblica di alto profilo di Geagea dopo essere stato accusato da un tribunale libanese per il suo ruolo nell’orchestrare il massacro di Tayouneh il 14 ottobre 2021, in cui manifestanti disarmati appartenenti ai movimenti Hezbollah, Amal e Marada sono stati catturati in un agguato pre-pianificato di cecchini, questi ultimi successivamente identificati come parte delle LF.

Geagea fu addestrato da Israele durante l’occupazione del Libano. Nel 1994 fu condannato a 11 anni di isolamento presso il Ministero della Difesa […].

Le LF hanno mantenuto stretti legami con l’Arabia Saudita nonostante il ruolo del regno nel finanziare gruppi militanti che perseguitano e uccidono i cristiani in tutta l’Asia occidentale.

I documenti ufficiali rilasciati da Wikileaks mostrano anche che Geagea ha ottenuto finanziamenti per le attività del suo partito sia dall’Ambasciata statunitense che dall’Arabia Saudita.

I leader politici libanesi – tra cui due funzionari governativi in ​​carica, il primo ministro Mikati e il ministro dell’agricoltura al-Hajj Hassan – sedevano alla stessa tavola di Geagea, nonostante la sua complicità nello spargere il sangue di civili libanesi disarmati e l’eludere i mandati di arresto.

Questa non è la prima volta che un primo ministro libanese in carica accoglie figure politiche responsabili dell’uccisione di libanesi.

Durante l’invasione – sostenuta e aiutata dagli Stati Uniti – del Libano nel luglio 2006 da parte di Israele, l’allora primo ministro Fouad Siniora incontrò apertamente l’allora segretario di Stato americano Condoleezza Rice.

Pochi giorni prima dell’iftar, al-Bukhari ha incontrato Siniora chiedendogli di mantenere la sua presenza alle prossime elezioni, a seguito del ritiro dei principali partiti musulmani sunniti, per non lasciare l’arena elettorale aperta alla vittoria di Hezbollah.

Nonostante questo incontro con Siniora sul fascicolo delle elezioni libanesi, al-Bukhari all’iftar ha dichiarato che “i principi dell’Arabia Saudita non le consentono di interferire nelle questioni sovrane, rispettiamo le congiunture parlamentari e presidenziali e invitiamo tutti a correre in base alla competenza”.

Il premier Mikati non ha espresso commenti sulla controversa presenza di Geagea all’iftar. Ha invece rilasciato dichiarazioni sul miglioramento delle relazioni bilaterali con il regno.

“Questo è il significato del mese di Ramadan, il mese della misericordia e della solidarietà, l’occasione per rafforzare i legami di cordialità che legano il Libano all’Arabia Saudita”.

La stessa sera, il leader di Hezbollah Sayed Hassan Nasrallah ha tenuto un discorso televisivo in cui ha affermato che informazioni credibili suggeriscono come l’Ambasciata statunitense stia cercando di ritardare le imminenti elezioni.

Affrontando l’interferenza saudita negli affari libanesi, Nasrallah ha rivelato che “Riad ha speso ingenti somme in Libano nelle elezioni del 2009 … molti soldi sauditi non sono stati spesi per le elezioni, ma piuttosto sono stati versati nei conti dei funzionari politici in Libano”.

Nell’ottobre 2021, Nasrallah ha definito le LF la più grande minaccia per i cristiani in Libano.

Questo banchetto segna il primo grande evento organizzato da al-Bukhari dopo il ritorno in Libano il 7 aprile a seguito di un battibecco diplomatico tra i due Paesi a causa delle osservazioni fatte dall’ex ministro dell’informazione George Kordahi, che criticava la guerra saudita contro lo Yemen.

Gli esperti concordano sul fatto che le parole di Kordahi siano state probabilmente usate da Riad come pretesto per attuare un obiettivo politico predeterminato, come ridurre il ruolo di Hezbollah nel governo e nella scena politica, poiché una fonte diplomatica ha riferito a The Cradle che “l’Arabia Saudita ha collegato a lungo il dossier libanese al dossier yemenita”.

Il ministro degli Esteri libanese Abdullah Bou Habib ha dichiarato che i termini dell’Arabia Saudita e del GCC sono impossibili da rispettare.

“Se vogliono solo la testa di Hezbollah su un piatto, non possiamo dargliela”, ha detto Habib, aggiungendo che “Hezbollah è un elemento della politica in Libano. Ha una dimensione armata regionale, sì, ma va oltre ciò che possiamo risolvere”.


Fonte: https://thecradle.co/Article/News/9047


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